Quello di “Art Director”, come più comunemente viene chiamato in lingua inglese il Direttore Artistico, non è un mestiere per tutti: è una professione che necessità di una lunga e seria preparazione ed è molto lontana dall’improvvisazione.
E’ una professione fondamentale nel mondo della comunicazione, perché è imprescindibile alla riuscita di ogni evento.
Il Direttore artistico deve sapere, anzi tutto, selezionare i professionisti ideali per ogni tipologia di manifestazione: fotografi, coreografi, grafici, registi e scenografi, esperti luci e suoni.
Accade, invece, purtroppo, che mestieranti senza frequentare alcuna scuola, si pongano a capo di manifestazioni senza alcuna contezza dell’evento e, non rendendosi conto che occorre elaborare un progetto, si gettano allo sbaraglio.L’Art Director è consapevole che è necessario mediare la propria creatività con innumerevoli vincoli imposti dal committente, non ultimi i giudizi di stile da parte del cliente.
Le competenze si acquisiscono con corsi e studi, perché, come dicono a Napoli, “chi nasce imparato, muore ignorante”. Nel settore, uno dei problemi cronici, è l’umiltà a difettare ed alcuni confondono “altre qualità” con quelle proprie del direttore artistico.
Ci sono scuole che orientano la mente e la psiche del futuro direttore, perché una delle sue caratteristiche deve essere una estrema adattabilità, attraverso la quale anticipa i problemi e non li rincorre sulla scena, o, peggio ne rimane vittima, finendo travolto da quello che doveva condurre.
La strada per fare questo mestiere è lunga: un valido direttore artistico deve creare intorno a sé una fitta ragnatela di legami, conoscenze, colleghi e clienti, con i quali confrontarsi con personalità e proposte.
Il direttore artistico deve avere competenze varie, ma alcuni requisiti imprescindibili:
FANTASIA, creatività ed intuizione, con attitudine a risolvere ogni problema di comunicazione;
SENSIBILITA’, sapendo cogliere i bisogni della platea ed i desiderata del suo committente;
CULTURA, per spendere nozioni ed esperienze che servano a comunicare al meglio un messaggio;
PRECISIONE, dalla quale ogni dettaglio non è mai superfluo o irrilevante;
TECNOLOGIE, di cui è costantemente aggiornato, senza rimanere inerte davanti a nuovi strumenti;
SCENARIO, che sa predisporre in autonomia e pertinenza dello spettacolo;
LINGUAGGIO, sempre adatto a veicolare il messaggio più idoneo al committente.

Il Direttore Artistico ha la responsabilità di delineare il programma e la riuscita della manifestazione, perché diversamente che Art Director sarebbe ?.
Molti confondono il ruolo di presentatore con quello di direttore artistico e taluni che calcano le scene nel primo ruolo, suppongono di impersonare con qualità il secondo: non vi è nulla di più sbagliato, o, se vogliamo fuorviante.
L’attività di direttore artistico ha un forte contenuto creativo e nel contempo imprenditoriale, perché sa scegliere ed avvalersi di una molteplicità di altre professioni più tecniche e specialistiche.
L’autentico direttore artistico non gioca mai da solo, o, guardandosi allo specchio, perché è in realtà un “team manager”: il conducente di una squadra di eccellenze.
Oggi, ci sono dei percorsi consigliati, ma per i quali bisogna pur sempre avere qualità di base polivalenti nel mondo dello spettacolo.
Certamente la formazione avviene sul campo, anche se può essere utile avere frequentato un corso di laurea in DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) o in Scienze della Comunicazione.
L’esperienza in questa professione è fondamentale, ma non è tutto, specialmente se fatta a danno di altri.

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