Lucrare sulle disgrazie e sull’ignoranza di gente disperata, soggetti deboli, disposti a credere a tutto pur di vedere una luce di speranza e risolvere così le proprie gravi vicissitudini di vita. Questo è ciò su cui ha fatto leva, per almeno 10 anni, la veggente transessuale Sveva Cardinale, vero nome Paolo Catanzaro, 42 anni. Sveva, dopo aver cambiato sesso (da uomo a donna) è balzata agli “onori” delle cronache dopo essere stata denunciata dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, per avere raggirato 9 persone (finora accertate), che hanno pagato profumatamente in contanti la pseudo veggente, speranzosi di vedere nella loro vita significativi miglioramenti ed affidandosi anche ad un gruppo di preghiera per ottenere dei benefici spirituali. Sveva, è stata tratta in arresto e portata in carcere dai militari della Guardia di Finanza e dovrà rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe in concorso con il marito, Francesco Rizzo, che si trova ai domiciliari con altre sette persone, alcuni suoi parenti, indagati a piede libero.

Il totale di denaro versato dalle vittime, per ora pare aggirarsi intorno alla stupefacente cifra di 4 milioni di euro: denaro accumulato in 10 anni di attività criminosa e speso per godersi una vita lussuosa, tra viaggi, acquisto di beni immobili e mobili e gioielli. Le indagini verso la “veggente” e suo marito sono scattate quando uno dei raggirati, che sono accomunati tutti da vicende private particolarmente tragiche e quindi facili alla suggestione psicologica, ha deciso di rompere il muro di silenzio e di vergogna e ha parlato con la Procura di Bari e poi con la guardia di Finanza di Brindisi. Ad oggi, è stato deciso che i due arrestati, dovranno comparire davanti al Gip ed essere sottoposti ad interrogatorio e potranno decidere se parlare o avvalersi della facoltà di non rispondere. Ovviamente, si auspica che la giustizia faccia il suo celere corso.