Gli antichi Egizi veneravano un toro chiamato Apis, come simbolo della fecondità.


Esso rappresentava sia Iside sia Osiride, tanto che l’anima di quest’ultimo risiedeva nel toro.

ANIMALI SACRI: Iside e Osiride
Apis era in realtà un segno dello zodiaco, il segno del Toro, in cui il sole, oltre 5000 anni fa, appariva la momento dell’equinozio di primavera.

ANIMALI SACRI: Toro
La primavera, allorché la natura rinasce dalla morte invernale, era attesa dall’umanità con maggior gioia di oggi e l’uomo primitivo celebrava molti riti festosi in onore del sole vitale.
I sacerdoti si incaricavano, allora come oggi, di dirigere i festeggiamenti; esse fecero del toro vivo un oggetto di venerazione come se fosse un dio.


Apis era venerato a Eliopoli e Onuphis o Bacis, una incarnazione taurina di Ra, era adorato a Hermantis; persino tra i greci troviamo il toro Cadmo e gli induisti hanno il toro Nandi.


E’ interessante ricordare che gli ebrei, nell’esodo nel deserto, si fabbricarono un vitello d’oro, mentre una delle più celebri immagini di Mitra lo mostra nell’atto di offrire un toro come sacrificio; altrettanto universalmente la vacca era venerata ed è venerata in India, come sacra.


Giove mutò Io in vacca e pure Ifianassa fu trasformata in una vacca per la gelosia delle sorelle.


Successivamente, quando il sole all’equinozio di primavera entrò nel segno dell’Ariete, fu l’ariete o il caprone, ad essere deificato; e si trova nella Bibbia il caprone associato al sacrificio di Isacco.


Da qui derivano le espressioni come “Agnello di Dio” connesse con la divinità.


Prima dell’inizio dell’era cristiana la posizione del sole all’equinozio di primavera si spostò nella costellazione dei Pesci, e questa potrebbe essere una spiegazione della stretta correlazione dei pesci con Gesù in diversi punti dei quattro Vangeli.
Il caprone era considerato un simbolo del dio
Pan e anche in Egitto veniva adorato come Mendes.

ANIMALI SACRI: Pan
Pan è sempre rappresentato con le cosce di capra e la sua attività preferita era dare la caccia alle ninfe; esso era considerato un dio della fertilità e della sessualità in tutto il mondo antico.


In molti templi vi era un ariete o un toro sacro mantenuto con grande solennità.
Il culto di
Priapo, il cui nome proviene da Apis, deriva dagli organi genitali di questi due animali.


Apis significa alto, elevato, potente, mentre “pri” significa principio, sorgente di vita; Priapo, quindi, può essere tradotto come il principio della fertilità o fonte prima.

ANIMALI SACRI: Bacco
L’influenza di questi dei animali era così forte che troviamo parti di essi aggiunte a Giove e a Bacco, oltre che a Pan.
Giove è spesso raffigurato con corna di ariete, mentre Bacco, oltre che con corna è rappresentato, come Pan, con le cosce dell’animale.

ANIMALI SACRI: Mosè
Mosè fu raffigurato da Michelangelo con le corna ed inoltre vi è una somiglianza tra le storie di Mosè e di Bacco senza dimenticare che la parola “corna” ha, ancor oggi, un significato fallico.
Le corna erano considerate simboli della forza attiva del sole ed in molte raffigurazioni la
cornucopia ha sempre rappresentato l’abbondanza.

ANIMALI SACRI: Cornucopia
Un corno di ariete viene ancora suonato, con l’accompagnamento di speciali preghiere, nelle sinagoghe il primo giorno dell’anno ebraico; e alcuni giorni dopo si celebra la festa dei Tabernacoli, che celebra il raccolto, in occasione della quale vengono particolarmente onorati i frutti della terra e degli alberi.