Erano ormai passati 2 anni da quando Claudia diventò Claudio. Questa trasformazione cominciò a partire dai 10 anni quando, la piccola Claudia, si rese conto di provare un certo fastidio per quelle cose tipicamente femminili che le erano destinate. Sentiva dentro di sé qualcosa di molto strano, un’ombra inspiegabile che la tartassava e la spingeva a comportarsi male verso gli altri. Gli anni dell’adolescenza furono oltremodo tormentati perché, con la pubertà, si unirono pensieri scottanti non verso i ragazzi ma nei confronti delle ragazze.

Inizialmente, pensò di essere lesbica ma in realtà il suo IO continuava a riferirsi verso se stessa come se fosse un uomo. Ci vollero diverse sedute psicologiche per comprendere la verità: era un ragazzo intrappolato nel corpo di una ragazza. Appena superata la maggiore età, cominciò quindi il suo percorso di trans FtoM. Gli ormoni avevano modificato il volto e il suo corpo, una piccola barba ruvida avevo cominciato a fare capolino in pochi mesi; il suo seno, per fortuna piccolo, adesso dava spazio a un paio di pettorali definiti e le cicatrici dell’ultima operazione, quella che consacrava il suo essere maschile, finalmente erano guarite e Claudio poteva sembrare un uomo a tutti gli effetti. Non avevo ancora provato la sensazione di fare sesso con una donna se non nelle proprie fantasie eppure quella sera sarebbe stata la chiave di tutto.

La discoteca “Face Off” della sua città organizzava uno schiuma party aperto a tutti gli iscritti, Claudio non era mai stato un tipo da discoteca però aveva deciso di sfidare se stesso e cominciare a fare attività che si negava prima. Si organizzò con alcuni suoi amici universitari che non conoscevano la sua storia e alle 23 in punto era già pronto con i suoi jeans strappati e la sua giacca nera. L’atmosfera all’interno della discoteca era molto calda, le tipe disinibite e agguantate da micro vestitini corti ballavano e si accarezzavano le cosce con fare languido. Se davvero esisteva un paradiso, avrebbe avuto proprio quelle sembianze. Claudio si stava divertendo e gettava sguardi languidi qua e là fino a quando la sua attenzione non venne focalizzata da una ragazza dai capelli rossi, vestita con uno short corto e un reggiseno di pizzo. Si chiamava Manuela ed era una studentessa di Veterinaria con la passione per il ballo.

L’attrazione fu palpabile fin dai primi istanti, Claudio si avvicinò alla ragazza e lei rispose con un colpo sensuale dei fianchi, strusciandosi contro di lui e facendogli ben capire cosa desiderasse. Non passò molto tempo prima che le loro labbra si incrociassero, in una sinuosa danza di lingue che silenziò la musica assordante della discoteca. Claudio le chiese se volesse continuare la festa nel suo appartamento da studente e non capì bene la risposta, in quel tripudio di baci e mani curiose ma, in poco tempo, i due si ritrovarono sul letto di Claudio, tra una candela profumata sul comodino e una crema da massaggio gettata a terra.

Lei indossava della splendida lingerie maliziosa che poco lasciava alla fantasia, il suo corpo tonico e rotondo era un insieme di curve da esplorare e leccare in ogni centimetro. Claudio aveva alcuni sex toys comprati nel sexy shop vicino casa e le chiese se potesse utilizzare qualcosa. Nonostante fosse la sua prima volta da uomo, utilizzare questi giocattoli erotici avrebbe significato farsi forza e spingerla verso la massima eccitazione. Manuela acconsentì, a patto che non si rivelasse qualcosa di troppo estremo. Claudio sorrise ed estrasse dal comodino un anello vibrante e un paio di manette. La ammanettò al letto, succhiando i suoi capezzoli fino a farli diventare gonfi e durissimi, Manuela gemeva e gridava, implorandolo di penetrarla perché allo stremo ma Claudio sapeva che questo era il suo momento e doveva giocarselo come un professionista. Le allargò le gambe con dolcezza e mirata durezza e le lecco in profondità la vagina, concentrandosi su quel succoso clitoride. Quella barba incolta così giovane si ritrovò a bagnarsi di umori vaginali profumati, a Claudio sembrò di stare sognando. Troppo spesso le sue ultime fantasie avevano avuto quelle sembianze e cominciò a toccarsi per ricordarsi di essere vero e che quella era realtà. La delicata operazione di falloplastica aveva lasciato intatto il suo clitoride per cui sentiva ancora piacere anche se non era in grado di eiaculare.

La vagina di Manuela era ben lubrificata, piccola e rosa, come quella di un fiore appena sbocciato. Claudio affondò la lingua in profondità, aiutandosi con le sue due dita. Manuela accettò di buon grado questa penetrazione, gridando quanto fosse bravo ed effettivamente nessuno più di Claudio poteva capire cosa piacesse a una donna. Lei scoppiò in un grande orgasmo, gridando il suo nome e stringendo le gambe intorno alla sua testa.

Era quello il segnale che Claudio stava aspettando, la prova che era stato bravo. Si tolse subito la camicia e i pantaloni restando in boxer, le sue dimensioni erano abbastanza grosse considerato la sua corporatura. I chirurghi avevano consigliato una misura di 20 cm perché era molto alto, di conseguenza il risultato era davvero molto eccitante alla vista. Manuela gli chiese di sbatterglielo in gola mentre era ammanettata ma Claudio voleva più di tutto entrare dentro di lei, indossò quindi il preservativo e l’anello vibrante, entrando lentamente e in fondo.

Un lungo gemito di piacere attraversò Manuela, un piacere ancora più forte nella psiche di Claudio che finalmente aveva perso la sua verginità da uomo. Cominciò a darle frequenti colpi secchi, cercando il ritmo più naturale e coerente con ciò che desiderava Manuela. La ragazza gli chiedeva di sfondarla e ciò lo spinse a caricare i colpi con molto più vigore, temeva potesse succedere qualcosa trattandosi della prima volta ma il suo pene fece perfettamente il suo compito e gli provocò una stimolazione clitoridea che spinse piano piano Claudio all’orgasmo. Vennero insieme in maniera estatica fino a ritrovare le forze per un secondo round. Finalmente Claudio si sentiva se stesso.

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