Sono appena tornata da una vacanza che mi resterà impressa nella mente per un bel po’ di tempo, tante sono state le emozioni che ho provato; sono stata molto fortunata a trascorrere dei giorni davvero speciali in America con la mia amica Chiara, con la quale ho un profondissimo legame da ormai più di dieci anni.
Quando partimmo alla volta di Miami, quasi senza aver programmato nulla, mi ero appena lasciata con il mio fidanzato storico, dopo mesi di strazianti silenzi, così Chiara, vedendomi di cattivo umore, mi promise una serata speciale, una volta atterrate.

Giunte in città, dopo esserci sistemate in albergo e aver fatto un primo giro, la mia amica mi trascinò in un famoso sexy shop del posto, dove mi costrinse a comprare della lingerie sexy che mai avrei pensato di indossare, mentre lei si prese un intrigante vibratore rabbit: iniziai a capire che tipo di serata mi attendeva, specialmente dopo che mi disse di indossare l’acquisto immediatamente e di portare i sex toys nuovi.

La nostra prima cena in America si svolse tra ottimi piatti di pesce e vino a volontà, fino a quando non notai che due ragazzi ci stavano fissando da ormai parecchio; non appena anche Chiara se ne accorse, forse inebriata dall’alcol, li invitò senza esitazione al nostro tavolo, mentre la sottoscritta moriva dalla vergogna, non essendo più abituata al flirtare con degli estranei.

Kevin e Stan, nonostante la mia timidezza, si rivelarono subito gentili e premurosi, oltre ai loro fisici decisamente scolpiti avevano anche molto altro da offrire.
Dopo una marea di chiacchiere e qualche altro cocktail, venne fuori che Stan aveva affittato per le vacanze un villino poco fuori Miami, con tanto di piscina; Chiara, con una faccia di bronzo mai vista prima, forse anche a causa del profumo afrodisiaco che i due parevano essersi messi, ci fece invitare per un tuffo e una birra e, in un men che non si dica, mi ritrovai in casa di un perfetto sconosciuto, intenta a sorseggiare una Corona ghiacciata su un magnifico divanetto di pelle. A dire il vero non mi sentii nemmeno per un istante a disagio, specialmente per merito di Kevin, che sembrava molto interessato a me.

D’un tratto notai che eravamo rimasti soli nella stanza, così partii a cercare Chiara, per ritrovarla in una camera da letto, completamente nuda, intenta a lavorare con la bocca la verga di Stan, disteso sul letto a godersi le attenzioni della mia amica.
Mentre le labbra di lei non smettevano nemmeno per un istante di scorrere lungo quella stupenda asta, le mani di Chiara erano intente a giocare con un plug anale, che faceva capolino dal suo culetto sodo.

Rimasi a guardare i due per parecchio tempo, coinvolta a tal punto da non sentire avvicinarsi a me Kevin, che mi sorprese alle spalle: dopo un primo sussulto, lo attirai a me e, abbassatogli i boxer, imitai la mia amica e mi fiondai sul suo membro, ancora più grosso di quello di Stan. Inginocchiata di fronte a lui, iniziai a leccarlo con voracità, utilizzando come meglio fui in grado la mia lingua.
Il pensiero che, dopo solamente poche ore dal nostro arrivo, mi ritrovavo a succhiare la verga a uno sconosciuto mi eccitava enormemente: volevo solo una cosa, così aumentai il ritmo e, dopo qualche minuto, Kevin mi riversò in gola tutto ciò che aveva da offrirmi.

Più tardi, una volta riuniti tutti e quattro, Stan ci propose di dormire da lui, dato che era molto tardi e la casa era davvero enorme; accettammo di buon grado, anche perché eravamo stravolte e il lungo volo iniziava a farsi sentire.
Al mattino fui svegliata da una piacevole sorpresa: Kevin era venuto sotto le mie lenzuola e si mise immediatamente all’opera, esplorando con la lingua i miei seni e scendendo fino ad arrivare in mezzo alle mie gambe, dove mi regalò dei momenti di pura estasi. Nel bel mezzo del piacere, scorsi Stan che ci stava guardando e, sorprendendo lui e anche me stessa, lo invitai ad unirsi a noi.
Mi ritrovai, così, con entrambi i ragazzi a mia disposizione; era una situazione del tutto nuova per me ma non mi lasciai intimorire e, mentre Kevin continuava a leccarmi, presi a fare lo stesso col padrone di casa.

Non mi staccai dal suo dolce membro nemmeno quando il suo amico mi prese e mi mise carponi, iniziando a penetrarmi delicatamente. I gemiti che non riuscivo a trattenere, nonostante avessi la bocca decisamente impegnata, attirarono Chiara che, una volta coltami sul fatto, con un sorriso complice, si accomodò su una poltroncina, decisa a godersi lo spettacolo fino in fondo, e prese a toccarsi con un piccolo dildo.

Per nulla imbarazzata, mi sentivo al centro dell’attenzione generale; non ricordo di essere mai stata così eccitata come quella mattina, al punto che tirai fuori il membro di Kevin e me lo infilai delicatamente nel culo, con sua somma gioia. Scivolai, nello stesso momento, sopra Stan che, capite le mie intenzioni, mi entrò dentro, là dove prima c’era il suo amico: non avevo mai provato una doppia penetrazione e fu una vera e propria esplosione dei sensi, un mix di piacere e dolore che mi mandò in paradiso dal primo all’ultimo istante, il tutto mentre Chiara non smetteva di giocare, a gambe aperte, con il suo dildo, aumentando il ritmo man mano che noi tre aumentavamo il nostro.

Gli orgasmi che provai quella mattina furono di gran lunga i più intensi che abbia mai avuto e persi il conto di quante grida di piacere lanciai; i due americani erano arrivati al culmine e lo capii al volo, ma avevo un’ultima, birichina richiesta per loro: mi alzai di scatto, mi avvicinai con Kevin e Stan al mio fianco a Chiara e iniziai a masturbare vigorosamente i ragazzi, facendoli venire in pochi secondi sulla mia amica che, rimasta comodamente seduta al suo posto, si fece inondare di caldo miele il collo, le spalle e i seni.

Esausti per tutto quel susseguirsi di sensazioni e ancora senza vestiti, il padrone di casa ci propose un tuffo in piscina, che ci fece riprendere da tanto movimento. Rimanemmo alla villa ancora qualche giorno, con i due amici che ci fecero visitare Miami e i suoi splendidi dintorni di giorno, mentre di notte ci venivano immancabilmente a trovare a letto.
Il legame tra me e Chiara si rinsaldò ulteriormente e la nostra complicità divenne totale, tanto che, mentre scrivo queste righe, sento che mi manca, anche se sono passate poche ore da quando l’ho lasciata sull’uscio di casa sua, entrambe tristi per la fine di quest’avventura. Pensandoci bene, però, il prossimo ponte festivo non è poi così lontano, chissà se la mia amica è libera e ha voglia di un altro viaggetto in America!