Alok Vaid Menon lotta contro gli stereotipi del mondo della modaÈ tempo di una nuova idea di bellezza” afferma Alok Vaid Menon, attivista trans e performer che sta dando il via a una rivoluzione nel mondo della moda.

Ma chi è Alok Vaid Menon? Per parlarne bisogna utilizzare gli asterischi e il pronome ‘loro’ perché si identifica come ‘non conforme al genere’. Oltre ad essere poet*, ha scritto libri, disegnato collezioni di moda, tenuto interventi pubblici e creato contenuti sociali diventati subito virali. Il tutto con un unico scopo: superare il binarismo di genere in tutte le sue manifestazioni.

Tante le domande al centro del suo nuovo lavoro per cambiare gli stereotipi del mondo della moda. Dal classico interrogativo sulle gonne: perché sono per le ragazze e per i ragazzi no? Oppure i peli del corpo: perché è accettabile che gli uomini li tengano mentre le donne sono obbligate a depilarsi?

Nel suo lavoro il neo trentenne parla esplicitamente sia delle questioni che riguardano la comunità trans sia dei temi sociali legati all’immigrazione e all’appropriazione culturale. Le sue origini indiane l’hanno aiutato ad affermare che “molte delle imposizioni culturali sul corpo affondano le proprie radici nel colonialismo e sull’imposizione di uno standard ‘bianco’ ed europeo che non ha mai lasciato spazio ad altri corpi, altre forme e altri colore di pelle.
Per i suoi ragionamenti e le sue affermazioni è diventato famoso e molto seguito su Instagram, il suo account conta oltre 600mila followers, ed è un punto di riferimento nella comunità trans.

Alok Vaid Menon lotta contro gli stereotipi del mondo della modaHa lanciato l’hashtag manifesto della body positive #NothingWrongHair (Non c’è nulla che non va nei piedi). Ora sta appunto lavorando a questo manifesto per una nuova bellezza e per lanciarlo ha scritto una lettera aperta in cui spiega che il suo aspetto spesso viene preso di mira. “Labbra rosse e barba sono ’troppo’ per molte persone che finiscono per proiettare le proprie insicurezze su di me. Esistono tanti modi di essere belli quanti sono gli esseri umani. Anzi: la nicchia è il nuovo standard e non deve più nascondersi. Le persone emarginate imparano fin dalla tenera età che la bellezza spesso riguarda il potere. Vediamo il giusto, magro e conforme al genere tra di noi chiamato ‘bello’ mentre il resto di noi è destinato a passare l’intera vita a cercare di essere come loro. La bellezza è essere se stesso, anche di fronte alla repressione sociale e culturale. Accedere a questa bellezza può sembrare impossibile in un sistema che premia la conformità rispetto alla creatività. Ma, nella mia esperienza, un impegno verso un’autorealizzazione onesta porta pace e sicurezza senza precedenti.

E così Alok, per concretizzare le sue parole, ha disegnato tre diverse collezioni gender neutral. Colori sgargianti e fantasie vistose rendono unici i capi che sono nati ispirandosi alla domanda: “Cosa indosseresti se non avessi paura di essere aggredito?”. Ha così deciso di sfruttare la moda come mezzo per incanalare e mostrare al mondo ciò che pensa e scrive. “Non ne potevo più di vedere collezioni maschili e collezioni femminili” ha spiegato in un’intervista. “In queste le persone che non sono né uomini né donne non vengono mai prese in considerazione. Da anni la moda si sta muovendo in una direzione più inclusiva abbracciando il concetto di ‘gender free’ ma non sempre i risultati incontrano i gusti dei clienti. Queste linee sono spesso grigie e con silhouette noiose. Per questo ho iniziato a disegnare e modellare abiti su di me e che potessi indossare per creare la mia estetica personale.” Per un mondo più inclusivo secondo Alok serve però fare un passo decisivo: “Smettiamo di fare abiti da donna e abiti da uomo ma facciamo semplicemente vestiti!

E noi speriamo di poter vedere questi vestiti presto sulle grandi passerelle!

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