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Al concertone del Primo Maggio la voce della trans Elisa

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Come ogni anno il Primo Maggio porta con sé un grande concerto organizzato dalle sigle sindacali riunite e varie associazioni. Quest’anno si è tenuto al Circo Massimo e non nel luogo di elezione di Piazza San Giovanni dove è sempre stato, ma resta il palco ideale da cui lanciare messaggi importanti e forti. Tra i temi caldi, come ogni anno, non solo il lavoro e le morti sul lavoro, non solo la violenza, ma c’è stato spazio pure per l’inclusione e la transessualità.

Una ragazza vestita di bianco è salita sul palco prima che si esibissero gli Ex-Otago.

“Tu non tradirti mai” stava scritto sulla maglietta bianca che indossava. La ragazza si è presentata al pubblico: “Ciao ragazzi, io sono Elisa e vengo da Genova come gli Ex-Otago. Io con la mia pelle ho sempre avuto un pessimo rapporto, sono cresciuta in una società che non mi ha mai detto che potevo essere trans e, poi, quando ho scoperto che era possibile, mi ha fatta sentire sbagliata, a guarire e obbligata a obbedire a degli standard per essere accettata. Noi persone trans siamo state anche bambini trans che non hanno avuto gli strumenti per comprendersi né le parole per raccontarsi, se non quelle stigmatizzanti. Secondo alcune ricerche, tra le quali quelle di McKanzie nel 2002, le persone trans sono una categoria con un tasso di disoccupazione doppio rispetto a quelle CIS (persona la cui identità di genere coincide con il genere assegnato alla nascita, ndr). È un dato che si aggiunge ai costi proibitivi per accedere al percorso di transizione considerato un capriccio”.

Esistono oggettivamente resistenze e difficoltà di accesso al mercato del lavoro generate da ignoranza, conservazione e familismo. Le persone LGBT+ sono maggiormente esposte, rispetto al resto della popolazione, a discriminazioni e micro-aggressioni nei diversi ambienti, tra cui quelli lavorativi, per ragioni connesse a stereotipi e pregiudizi fortemente denigratori che da sempre imperano nei loro confronti sulla base della loro identità di genere e del loro orientamento sessuale.  A livello legislativo esiste una normativa che tutela dalle discriminazioni sul luogo di lavoro: il Decreto legislativo n. 216 del 2003, attuativo della Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro in cui sta scritto: “Tutti gli Stati membri dell’Unione europea sono tenuti ad adottare disposizioni necessarie per prevenire e reprimere le discriminazioni basate su religione, età, disabilità e orientamento sessuale, sia dirette che indirette, nell’ambito dell’impiego pubblico e privato, nell’accesso alla formazione professionale e nell’affiliazione a organizzazioni di lavoratori o datori di lavoro”. La normativa andrebbe aggiornata alle discriminazioni per identità di genere (si cita solo l’orientamento sessuale), e i diritti sul lavoro delle persone LGBT+ andrebbero quanto meno monitorati.

Un messaggio forte, sincero, toccante quello portato sul palco da Elisa che ha anche speso alcune parole per Chloe Bianco: “Vogliamo ricordare Chloe Bianco, donna trans e insegnante sollevata dal suo incarico dopo il suo coming out”. Elisa ha chiuso il suo intervento dicendo: “Vogliamo ricordare che la nostra pelle ha valore inestimabile e qualunque pelle abiti Tu non tradirti mai” come stava scritto sulla sua maglia e ovvia citazione della frase presente nella canzone ‘La nostra pelle’ con la quale gli Ex-Otago hanno aperto la loro performance sul palco del Circo.

FONTE IMMAGINE: https://www.ilmattino.it/AMP/noi/primo_maggio_elisa_discriminazione_trans_oggi_1_5_2024-8091498.html

Numa