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A Roma nasce Casa di Ornella centro dedicato alle persone trans

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Proprietà del Comune di Roma il villino confiscato alla criminalità organizzata cambia “destinazione d’uso” e inizia a svolgere un’utile funzione sociale. L’edificio confiscato, grazie all’inserimento in un progetto della precedente amministrazione che fortunatamente è stato portato avanti dalla nuova giunta, si è trasformato e ribattezzato in “Casa di Ornella” ed è stato messo a disposizione di persone discriminate per la loro identità di genere o per il proprio orientamento sessuale.

L’ex assessora municipale Cristina Leo ha spiegato che porta il nome di Maria Ornella Serpa che “è stata una persona in prima linea nelle battaglie della comunità trans”. “A casa di Ornella” è una struttura di semi-autonomia che intende offrire servizi innovativi caratterizzati dall’accoglienza abitativa di persone transgender, non binarie e intersessuali, in condizione di disagio socio-economico e vulnerabilità, e prevede l’accompagnamento in percorsi volti all’autonomia personale, sociale, lavorativa e al miglioramento complessivo della qualità di vita delle persone ospiti. Casa di Ornella come dicevamo è un bene confiscato alla mafia di proprietà di Roma Capitale ed il servizio è finanziato dal Municipio VII. Gestito da Programma integra in partenariato con il Gay Center APS.

Il progetto “A casa di Ornella nasce per permettere il riconoscimento dei diritti e la piena espressione dell’identità delle persone transgender, non binarie e intersessuali, supportandole nel raggiungimento di una vita autonoma, che permetta il superamento delle condizioni di fragilità sociale e economica” ha spiegato Francesco Laddaga presidente del VII Municipio. “La casa ha già aperto le sue porte ai primi ospiti, che oltre a ricevere accoglienza potranno beneficiare di interventi volti al superamento della condizione di fragilità sociale ed economica, alla realizzazione di progetti individuali di sviluppo dell’autonomia e superamento del trauma, all’orientamento lavorativo e abitativo”.

Tra le attività svolte: ospitalità a persone transgender, non binarie e intersessuali dai 18 ai 40 anni, in condizione di fragilità sociale ed economica, relativa a una possibile pluralità di aspetti: emarginazione dal contesto familiare e/o dal contesto sociale, problematicità nell’accesso al mercato del lavoro e/o all’abitare, difficoltà nella fruizione di servizi sociosanitari e più in generale amministrativi, ulteriori ostacoli all’inclusione sociale connessi ad esempio alla provenienza geografica e/o all’appartenenza etnica.   Il supporto alle persone accolte nella conduzione e gestione della vita quotidiana all’interno della Casa (attività pratiche, organizzazione della vita in comune, relazioni interpersonali); progetti individuali di sviluppo dell’autonomia e superamento del trauma; orientamento e sostegno attivo all’inserimento sociale e lavorativo, con servizi di informazione e orientamento rispetto al mercato del lavoro pubblico e privato. Sostegno e collaborazione nella stesura del curriculum vitae; colloqui di orientamento mirati per la realizzazione di un progetto professionale personalizzato; seminari tematici e formazione sulle tecniche di ricerca del lavoro; supporto alla creazione di impresa; verifica di percorsi di formazione e di riqualificazione. Azioni indirizzate al recupero della relazione dell’assistito verso la famiglia, la scuola (diurna o serale), il sociale, tramite i mediatori familiari/educatori per ripristinare i rapporti tra gli ospiti e le famiglie, avviando percorsi di accettazione e sostegno dell’utente da parte della famiglia; accesso all’assistenza legale, relazioni per i tribunali, esposti per le forze dell’ordine anche grazie alla collaborazione con l’Oscad, l’osservatorio del Ministero degli interni contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere, che coordina le azioni della Polizia di Stato e dei Carabinieri a supporti delle vittime di violenza, maltrattamenti, ecc. Supporto specialistico per ospiti migranti e/o richiedenti e titolari di protezione internazionale anche per motivi di identità di genere; sostegno psicologico individuale volto al superamento del trauma e all’empowerment personale – il supporto sarà fornito con particolare attenzione agli eventuali ospiti in fase di transizione; accompagnamento nell’acquisizione della condizione di autonomia abitativa attraverso attività mirate di ricerca casa. Per informazioni: E-mail: c.raguso@programmaintegra.it

FONTE IMMAGINE: https://www.programmaintegra.it/wp/wp-content/uploads/2023/11/Non-Tutte-Le-Disabilita-Sono-Visibili-Orizzontale-Adesivo-Rettangolare-11.jpg

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