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A Londra chiude il leggendario G-A-Y Late di Soho: finisce un’era.

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Lo scrittore Nick Levine ha parlato di “fine di un’era”: “È praticamente un rito di passaggio LGBTQ+ aver ballato sul palco del G-A-Y Late al ritmo di Starships almeno una volta nella vita”.

Se Londra avesse un red district come Amsterdam, quello sarebbe stato Soho. Chiunque ci sia capitato negli anni passati può capire. L’area di Soho è racchiusa tra Piccadilly Circus, Shaftesbury Avenue e Cambridge Circus a sud, Charing Cross Road a est, Oxford Street a nord, e Regent Street a ovest. Solo per fare la storia, le prostitute arrivarono a Soho nel XVIII secolo: tra il 1778 e il 1801 la Manor House, era sede di un ben noto bordello chiamato The White House. Charles Dickens stesso descriveva il quartiere come la capitale del vizio. Alla fine del XIX secolo nascevano le music hall, dove si tenevano licenziosi spettacoli di varietà. Agli inizi del XX secolo un cambio di reputazione avvenne quando artisti e scrittori cominciarono a trasferirsi nel quartiere conferendogli una certa vitalità bohemienne. Nel tempo crebbe la comunità degli artisti, negli anni ’50 Soho divenne il centro delle nuove correnti musicali ed emersero le culture jazz e beatnik. Negli anni ’60 arrivò il rock. Carnaby Street, che negli anni Sessanta era stata un centro di riferimento per la moda hippy e mod, divenne negli anni ‘80 una strada di boutique di alta moda, anche se tendenzialmente un po’ kitsch. Sempre tanta musica dal vivo e l’elenco di pub e nightclub è lunghissimo: pensate solo che Soho ha visto nascere il Brit Rock. La vita notturna di Soho è sempre stata ricca e pulsante. Old Compton Street è conosciuta come il Gay Village, dove si raduna la comunità LGBT di Londra e annualmente nel quartiere si tiene il Soho Pride in estate, per un week end durante il quale le sue vie vengono chiuse al traffico. Conosciuti locali gay di Soho sono L’Admiral Duncan il punto di riferimento tra i bar gay, poi il Comptons of Soho (51-53 Old Compton Street), il Freedom Bar (60-66 Wardour Street), il Barcode (3-4 Archer Street), , il Candy Bar (4 Carlisle Street) e sempre in Old Compton Street il G-A-Y, storico locale queer di Londra aperto tutti i giorni fino alle 4 di notte, che con tweet improvviso, ha annunciato che chiuderà il 10 dicembre. Jeremy Joseph, il suo proprietario, ha dichiarato di aver preso questa terribile decisione con “grande tristezza”, consapevole di aver turbato i propri fedelissimi clienti, ha spiegato anche le ragioni che l’hanno portato a simile decisione sono il pericolo verso i clienti e lo staff che hanno subito spessissimo aggressioni lasciando il locale a tarda notte e cosa da non sottovalutare la ristrutturazione edilizia del quartiere con un numero spropositato di lavori di costruzione e sviluppo dell’area chee ha spesso creato ulteriori problemi di sicurezza. Da ciò che dichiara Joseph, sia l’ingresso del bar che l’uscita antincendio sarebbero il più delle volte bloccati.

“A causa del fatto che a volte è l’unico locale aperto fino a tarda notte, i clienti e il personale vengono attaccati nel loro tragitto da e verso il locale”, ha scritto nel tweet Joseph. “Nonostante i tanti tentativi di convincere la polizia a visitare e a sostenere il G-A-Y, non ci sono controlli regolari. La polizia è seriamente a corto di personale, il fatto è che non ci sono abbastanza poliziotti per proteggere Westminster, e quando sei un locale autonomo è impossibile garantire la sicurezza dei clienti e del personale una volta che lasciano i locali, La criminalità continua a essere uno dei maggiori problemi per i luoghi LGBT, ma è ancora più difficile quando si tratta di un luogo senza altri locali attorno”.

Joseph rammaricato dichiara di “aver fatto tutto il possibile per tentare di combattere e a far andare avanti il G-A-Y”, soprattutto dopo il lockdown dovuta alla pandemia degli anni scorsi, ma ora è diventato insostenibile, anche a livello psicologico. Nessuno dei membri del suo staff perderà però il lavoro a causa della chiusura, trovando altre occupazioni presso il G-A-Y Bar e l’Heaven.

Joseph ha concluso: “Voglio ringraziare tutti i clienti che hanno supportato G-A-Y Late e tutto lo staff che lo ha reso uno dei locali LGBT di maggior successo del Regno Unito: è qualcosa di cui sono molto orgoglioso e qualcosa che non potrà mai essere cancellato”.

FONTE IMMAGINE: https://www.thepinknews.com/2023/11/25/g-a-y-late-closure-jeremy-joseph-london-lgbtq/

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