News

31 marzo dedicata alla sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone transgender in tutto il mondo

Share:

Nato nel 2009 negli Stati Uniti da un’idea dell’attivista transgender statunitense Rachel Crandall il “Transgender Day of Visibility”, nel 2014 fu adottato dagli attivisti LGBT a livello internazionale.
Rachel Crandall evidenziò che non esistevano giornate specifiche dedicate alla visibilità della comunità transgender nella comunità LGBT. L’unica data commemorativa e ad alto tasso drammatico era il “Transgeder Day of Remembrance” che si celebra nel mondo intero il 20 Novembre in ricordo le vittime dell’odio transfobico e della violenza e discriminazione subita ogni giorno, ma non è specificamente indirizzata alla visibilità transgender.
Grazie a Rachel Crandall l’attenzione si è spostata dal commemorare le persone trans defunte a una vera e propria celebrazione della vita e, ovviamente, della lotta per ottenere i diritti e accettazione. La giornata della visibilità è un modo per mettere il mondo trans sotto i riflettori, far uscire tante persone dall’invisibilità, da quell’oppressione che quotidianamente subiscono non solo dalla società, spesso non ancora pronta ai cambiamenti, ma pure dalla stessa comunità LGBTQIA+. Il riconoscimento pubblico che diventa passo enorme per proseguire lungo il cammino dei diritti, molte volte raggiunti solo a parole, e per i quali la strada è ancora lunga.
Sin dai primi anni il “Transgender Day of Visibility” ha iniziato a diffondersi sempre più partendo dagli Stati Uniti e arrivando poco a poco in tutti gli altri paesi, compresa l’Italia.
Il “Trans Visibility Day” vuole celebrare la capacità di “resistere” e sopravvivere in questo mondo e il successo delle persone che non si identificano con il genere tipicamente associato al loro sesso assegnato alla nascita, inclusi uomini trans, donne trans e persone non binarie. Inevitabilmente con il suo portato vuole aumentare anche la consapevolezza riguardo alle numerose e subdole discriminazioni che ancora troppe persone devono affrontare all’interno della comunità LGBTQIA+.
Passando ad alcuni dati forniti dalla nota Human Rights Campaign, la più grande organizzazione americana per i diritti LGBTQ+ nei soli Stati Uniti ci sono più di 2 milioni di persone transgender e un adulto su cinque conosce qualcuno che usa pronomi non binari diversi da lui o lei. Cosa più drammatica, sono state introdotte più di 340 leggi anti-LGBTQ+ in tutto il paese, incluse 90 leggi che limiterebbero l’assistenza medica a sostegno del genere per i giovani trans. Negli Stati Uniti, le persone LGBTQ+ hanno maggiori probabilità di vivere in povertà. Le donne trans nere affrontano alti tassi di violenza mortale e circa un terzo delle persone trans nere che vivono in condizioni di estrema povertà ha riportato meno di 10.000 dollari di reddito familiare annuo, più del doppio del tasso per le persone transgender di tutte le razze e otto volte la popolazione generale degli Stati Uniti.
Provate anche solo a rapportare questi dati con il mondo intero e avrete un quadro spiazzante. E in Italia non va meglio. Anche in Italia è avvertita l’esigenza di annullare l’invisibilità sistemica subita dalle persone trans. Non solo bisogno di rappresentanza, ma pure di visibilità e informazione. Il 31 Marzo è quindi una data particolarmente importante per tutti perché ci ricorda che c’è ancora molta strada da fare per superare discriminazione e pregiudizi, ma pure tanti cliché e paure che son radicate e riuscire a farsi vedere è fondamentale. Il “Trans Visibility Day” in Italia poi sarà un’occasione preziosa per chiedere a gran voce una nuova legge per l’autodeterminazione di genere che superi l’ormai obsoleta 164/82. Una legge adeguata al passo con i tempi che riconosca le vite delle persone Trans al di là degli eterni e dispendiosi iter nelle aule tribunalizie, rivendicando la depsichiatrizzazione dell’esperienza trans-genere, il riconoscimento delle famiglie omo-trans-genitoriali, l’affermazione di genere delle persone in età evolutiva con varianza di genere, il diritto di esistere e di essere pienamente riconosciute nel mondo dello sport, il diritto di accesso al mondo del lavoro, ai servizi sanitari, con una medicina di genere capace di contemplare la pluralità oltre il binarismo di soli due generi.

FONTE IMMAGINE: https://www.hrc.org/press-releases/human-rights-campaign-honors-international-transgender-day-of-visibility-2021
NUMA